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Cosa sta accadendo al lavoro. Intervista a Chiantisette

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Ma come è l’attuale situazione lavorativa e come sono le prospettive per il futuro dell’occupazione giovanile, Chiantisette ne ha parlato con Lapo Cecconi, presidente di reteSviluppo, analizzando passo dopo passo la realtà odierna.

Quale è la situazione attuale secondo Lei e cosa bisognerebbe fare in ambito lavorativo
La situazione attuale è ancora molto delicata. La disoccupazione giovanile – con un tasso del 25% – in Toscana è a livelli preoccupanti ormai da troppo tempo. Anche nella realtà produttiva più importante della nostra regione, ovvero la città metropolitana fiorentina, si registra un tasso di occupazione delle fasce più giovani che fra il 2015 e il 2014 (Dati Istat – classi di età 25-34 anni) è sceso dal 76% a 68% facendo registrare quindi un calo di 8 punti percentuali in termini di occupati. Insomma non possiamo dormire sogni tranquilli. Quello che spaventa di più è legato al senso di smarrimento di un’ intera generazione che ha visto crollare ogni tipologia di certezza. I dubbi di aver scelto una laurea sbagliata, il rammarico di non aver accettato un lavoro sottopagato e non coerente al proprio livello di formazione, a volte – addirittura – la rabbia di aver studiato e aver investito molti anni nella propria formazione. E questo fa paura, perché il passaggio successivo è quello di gettare la spugna e farsi travolgere da questa incertezza.
Molti giovani si rivolgono alle piattaforme online, sono passate di moda gli uffici di collocamento?
Il lavoro oggi sta cambiando, anche in Italia. Ovviamente in maniere diversa rispetto ad altri paesi e forse in modo più lento. Però la tecnologia e le piattaforme online stanno favorendo questo cambiamento e lo stanno accelerando in maniera costante. Il lavoro in molti casi te lo devi creare e il messaggio non è rivolto solo ai giovani. Chi si propone nel mercato del lavoro in questo particolare momento storico deve tenere presente che il lavoro come lo intendevamo prima si sta esaurendo mentre stanno nascendo nuove professioni legate alla disintermediazioni di servizi e utility così come nuovi modi di gestire un’impresa. Un esempio: nasce e si sviluppa Airbnb, il colosso americano di home-sharing, dal suo sviluppo a livello globale nascono nuove esigenze e nuovi bisogni, quindi nuove professioni. In molti contesti urbani dove si sta ampliando la comunità degli utilizzatori di Airbnb, e Firenze è una di queste, nascono freelance o piccole start up che gestiscono per conto dei proprietari gli immobili (pulizie, accoglienza, piccoli interventi di manutenzioni, reputazione web…). Ovviamente questo è un semplice esempio, ma ne potrei elencare molti altri e in settori molto diversi tra loro.
In conclusione, quali sono gli scenari che ci troviamo davanti? Quali prospettive per i giovani che si stanno affacciando ora sul mercato del lavoro?
Siamo di fronte ad una rivoluzione vera e propria sul lavoro. La crisi e lo sviluppo della tecnologia anche a basso costo, hanno profondamente cambiato (o lo stanno facendo) i nostri consumi, il lavoro, il nostro vivere quotidiano e questo apre nuove opportunità. Quindi mi permetto di dare solo un consiglio ai giovani che stanno completando il loro percorso di studi e si stanno confrontando ora con il lavoro. Analizzate i cambiamenti della società, studiate la tecnologia che maneggiate e poi se avete qualche idea concreta o qualche risposta ai nuovi bisogni, bè forse il caso provare a metterle in pratica.

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